Tutto ciò che fa arte contemporanea
Il Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo "La Civitella" di Chieti ospita "Il Murale di Milwaukee", una delle opere pubbliche più significative di Keith Haring realizzata dall'artista americano nel 1983, in occasione dell'apertura del Museo Haggerty di Milwaukee.
Tra i più importanti writers degli anni Ottanta, Keith Haring è ormai un'icona conosciuta da tutti e la sua fama è così diffusa nel mondo della comunicazione da essere divulgata attraverso milioni di riproduzioni, non da ultimo una collezione di magliette, ad edizione limitata, firmata dal marchio Oviesse in collaborazione con la Keith Haring Foundation.
Lo stile di Haring è infatti immediato e comprensibile a tutti grazie ad una serie di stilemi universali come gli "omini" colorati, asessuati e stilizzati, i radiant baby (bambini aureolati di raggi) e i barking dogs, con cui ha saputo esprimere sia questioni attuali, delicate ed impegnate, sia temi gioiosi e spensierati.
L'iconografia rappresentata nell'opera di Keith Haring al Museo Archeologico è esemplificativa del suo vocabolario d'immagini che celebrano la vita, divenendo un segno distintivo del suo approccio alla pittura.
Haring riteneva che bambini e cani fossero tra le immagini più amate e riconoscibili; per questo, all'inizio della sua carriera, scelse queste figure proprio come firma (tag), per rendere la sua arte facilmente identificabile in mezzo a quella di altri che, come lui, avevano scelto la strada come luogo in cui liberare la creatività.
"All'inizio la mia firma fu un animale - Haring racconta - che diventò sempre più simile a un cane. Poi cominciai a disegnare un bambino che andava a quattro zampe e più lo disegnavo e più è diventato The Baby".
Entrambe le pareti sono dipinte in un motivo che misura trenta metri di lunghezza per due metri e mezzo di altezza. Sulla prima è raffigurata una sequenza ininterrotta di bambini a quattro zampe, in alto, e di cani che abbaiano (barking dogs), in basso. L'altra è più complessa e presenta una maggiore varietà di immagini. Il tema dominante sono le figure danzanti ispirate ai ballerini di breakdance.
A queste si affiancano altre icone della sua arte: il televisore con le ali, il cane, l'uomo con la testa di serpente. Il centro del murale è occupato da un ballerino che al posto della testa ha un televisore con il numero 83 disegnato sul monitor. Questo lato termina a destra con un'altra delle immagini simbolo di Haring: la faccia con tre occhi che fa la linguaccia.
KEITH HARING: IL MURALE DI MILWAUKEE
Chieti, Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo - La Civitella
Fino al 19 febbraio 2012
Informazioni:
Discarded. Il pensiero in azione, con una "shit" perfomance a Montesilvano
Padova Aprile Fotografia. I territori del Corpo
Il Corpo è fisico o etereo? Ce lo racconta una mostra a Berlino
Box Shock: due giorni di arte contemporanea al Forli Self Storage
In Calabria l'investimento più importante nel settore dell'arte contemporanea.